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Lavori Pubblici - Urbanistica

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Linee ispiratrici – principi ordinatori della riqualificazione urbana:

 

Il progetto si compone su tre ambiti che si sviluppano da ovest verso est: A. il “boulevard”, B. il parco cittadino, C. la stazione TPL; il loro “trait d’union” è costituito dalla mobilità lenta, dal sistema verde e l’arredo urbano.

Le ispirazioni partono dai connotati esistenti e dai tratti del tessuto urbano perduti ma molto significativi per la memoria dei cittadini come l’isola verde centrale di via Carlo Porta, il monumento del donatore tutt’ora presente in ambito poco identificabile ed il riferimento agli orientamenti cardinali della rosa dei venti non più leggibile, non da ultimo, strategica sarà la valorizzazione dell’architettura dell’ex stazione ferroviaria.

  1. Il “boulevard”:

Come concetto iconico ripreso dai viali alberati destinati alla passeggiata, si è deciso di porre “il verde al centro” che non sia fine a sé stesso, bensì diventi anche luogo di passaggio e sosta rigeneratrice della mobilità ciclabile su sede propria e distinta da quella pedonale che rimarrà sull’attuale ambito senza stravolgimenti.

La viabilità carraia avverrà nel doppio senso di marcia, separato ma nel contempo sarà a diretto contatto delle attività commerciali generando così un “percorso vetrina”; gli ambiti di parcheggio sono posti in linea ma a sinistra rispetto al senso di marcia per una più sicura discesa dall’auto del conducente nel lato dell’isola verde consentendo peraltro una miglior fluidità viabile.

In relazione alla sempre maggior necessità di parcheggi all’interno del centro urbano, questa soluzione progettuale nel complesso implementa del 40% i parcheggi ora presenti passando da 50 a 70 posti auto.

I marciapiedi esistenti saranno mantenuti perché già in porfido e trachite di buona fattura, saranno modificati solo sulle parti interessate dalle linee che definiscono l’idea compositiva del progetto, tutta la viabilità pedonale e ciclabile sarà alla medesima quota per garantire l’accessibilità anche ai fini del superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Gli attraversamenti pedonali e i materiali utilizzati perfezionano il progetto con nuovi concetti architettonici fatti di linee compositive trasversali che tagliano gli ambiti verdi e ciclabili generando le aree di sosta sempre arredate anche con elementi a ripresa puntuale come i piccoli padiglioni utilizzabili come riparo, manutenzione, ricarica e-bike e/o mostre temporanee delle attività scolastiche finalizzate alla sensibilizzazione ambientale.

I materiali impiegati saranno di provenienza locale, ecocompatibile da ri-uso: la pietra dei colli euganei come Trachite e Zovonite e la pietra d’Istria per le strisce pedonali; la pista ciclabile sarà realizzata con materiali drenanti ecologici innovativi con colorazioni naturali e variabili a seconda dell’ambito con evidenza negli attraversamenti, le aree di sosta saranno pavimentate con legno composito e materiale da “riuso” quali le traversine in legno dismesse dalle ex ferrovie a memoria di quando la “vaca mora” attraversava il centro del paese. L’ambito carrabile sarà in asfalto per una più economica gestione della manutenzione relazionata alle mutevoli necessità di implementazione o modifica dei sottoservizi.

Il verde è pensato per una facile ed economica gestione, si prevedono aiuole fiorite nei nodi di svincolo quali rotonde e testate d’incrocio, le alberature saranno di medio fusto, l’area a prato risulta di facile e rapida manutenzione in quanto alla medesima quota del percorso ciclabile.

  1. il parco cittadino “al donatore”:

La riqualificazione, valorizzazione ed il riuso del pregevole stabile ex stazione passano attraverso il conglobamento dello stesso all’adiacente parco mettendolo in relazione con il nuovo polmone verde multifunzionale.

La gestione della viabilità gioca ruolo centrale nella concezione dell’area parco, si è pensato quindi alla divisione dei due sensi di marcia che ruotino intorno al polmone verde anche con l’innesto dei mezzi di TPL diretti verso via Zanettini ove una rotatoria permette l’innesto con via Forlanini; il terrapieno ed il muro che sostiene via Forlanini saranno mantenuti nella quasi totale interezza anche per un attento contenimento dei costi.

Sempre nell’ottica di realizzare il maggior numero di parcheggi a diretto contatto e servizio alle attività commerciali ivi presenti, nel senso di percorrenza ovest-est, si è riproposto lo stesso schema in continuità con il “Boulevard” precedentemente descritto.

Il parco urbano è concepito come un luogo attivo, flessibile, multifunzionale e multimediale ove prendono posto luoghi di spettacolo, sosta all’aperto e al coperto su padiglioni energivori anche riscaldati ove al loro interno è possibile attendere, studiare e riposare; potranno anche essere usati dalle associazioni e/o pro-loco come punto fisso attrezzato per le attività e manifestazioni vitali per il parco.

Il principio ordinatore degli spazi segue lo stesso pensato per il “boulevard” ma con nuovo orientamento dettato dalla rosa dei venti; un paco-piastra con minima pendenza e inclinazione variabile, i padiglioni, i viali e la composizione degli spazi seguono gli orientamenti cardinali intersecati da un corridoio che conduce al fabbricato ex stazione come punto focale della prospettiva.

Il monumento al donatore verrà recuperato, valorizzato ed inserito all’interno dei percorsi pedonali, dalla base sgorgherà un piccolo corso d’acqua pigmentata di rosso che alimenta le piante acquatiche e animali anfibi sulle due vasche che delineano e completano gli spazi; il richiamo è all’arteria venosa che grazie alla donazione alimenta la vita.

Il cuore pulsante del parco sarà il magnifico grande olmo che dal 1989 vive per ricordare i popoli d’amazzonia che difendono la grande foresta.

Il fabbricato ex stazione, potrà diventare un ostello per la locazione turistica gestito direttamente dal bar, alcuni gazebo saranno accostati alla struttura per ampliare l’ambito della somministrazione su plateatico coperto nel lato est, e nel lato nord per dare riparo e ricarica alle e-bike degli ospiti oltre che noleggio e officina dei mezzi da mobilità dolce.

Il fabbricato ben si presta ad ostello e/o b&b, a piano primo sono ricavabili tre ampie stanze con bagno esclusivo, mentre a piano terra un ambiente di soggiorno comune.

Nell’ambito parco urbano non si prevedono nuovi materiali rispetto a quelli già impiegati e descritti nel punto A. anche gli arredi urbani avranno il medesimo design così pure l’illuminazione che per la zona centrale sarà esclusivamente dal basso per un minor impatto ambientale.

  1. La stazione TPL

La demolizione del deposito autobus consente il recupero di molto spazio da destinare a piazzale di sosta e manovra dei mezzi che potranno essere impiegati come da direttive dell’ente pubblico che lo gestisce; si prevede per questo un ambito “protetto” ove i mezzi potranno sostare, scaricare gli utenti in sicurezza e proseguire nelle medesime direzioni oggi percorse.

La nuova stazione impegnerà anche la residuale area verde più ad ovest impiegata come ingresso, sarà garantita l’inversione dei mezzi secondo i raggi di curvatura minimi degli autosnodati, la posizione del nuovo accesso è inoltre compatibile con l’incrocio di via Verdi.

E’ possibile ricavare 10 posteggi per la sosta disposti su 3 corsie per garantire la compresenza di tutti i mezzi indicati nel bando, due corsie saranno dotate di marciapiede rialzato per una idonea accessibilità ai mezzi.

In corrispondenza dell’ambito di carico-scarico degli utenti, le aiuole pedonali saranno dotate di copertura con pensiline fotovoltaiche, tutti i percorsi pedonali saranno alla medesima quota.

L’utenza studentesca, che prioritariamente utilizza i mezzi pubblici, raggiunge le scuole a piedi sia nella direzione ovest che est, per garantire l’accessibilità a tutti i sensi di marcia è pensata una piattaforma elevatrice per il superamento del dislivello esistente su via Forlanini; questa soluzione divide l’ambito pedonale da quello carraio garantendo percorsi sicuri.

Infine un’isola divide l’ambito di manovra dei mezzi TPS dal senso unico carrabile separato, quest’area vuole essere spazio coperto per il riparo, la sosta e l’attesa, padiglioni energivori saranno dotati di schermi informativi e di intrattenimento oltre a biglietteria automatica.

Conclusioni:

Tutti i luoghi progettati più significativi saranno dotati di connessione veloce a fibra ottica, colonnine di ricarica per mezzi e automobili, totem luminosi informativi a grafica digitale.

Si stima che padiglioni e pensiline energivore possano produrre fino a 80 Kw/h in modo che l’assorbimento energivoro e l’illuminazione pubblica di progetto sarà autoprodotta.

Il progetto è pensato per garantire la fruibilità di tutte le attività presenti ma soprattutto alla viabilità: per una migliore logistica e operatività di cantiere si è pensato a 6 stralci funzionali così come rappresentati nella tavola di progetto soprattutto in relazione alla demolizione del magazzino che dovrà essere il primo step.

Seppur di difficile quantificazione per questa fase progettuale, l’area interessata al progetto si sviluppa complessivamente su 11.000 mq e si stima che la valutazione economica generale di massima prevedibile potrà aggirarsi su 1 milione e 800 mila di euro. Dal punto di vista economico gli stralci funzionali si possono concentrare in 3 ambiti così raggruppati: step. 1 – step. 2-3 – step. 4-5-6.

Il progetto delinea i seguenti concetti: la memoria, l’esistente, la modernità, i materiali locali, la sostenibilità, il riuso, la mobilità dolce, il green, l’autoconsumo ed il benessere collettivo.